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DEFINIZIONE
Il Tai Chi Chuan è un antica disciplina cinese sorta in seno alla Tradizione Taoista della quale condivide la visione basata sulla ricerca dell’equilibrio tra lo yin e o yang e l’inserimento dell’uomo posto tra cielo e e terra a contatto con l’energia universale: il Chi. Con Yin e Yang la tradizione taoista indica le due forze complementari che governano l’intero universo, la cui armonia deriva proprio dallo stato di equilibrio dinamico in cui esse si trovano. Queste due forze si manifestano in vari modi e sotto varie forme, come ad esempio il nero e il bianco, il femminile e il maschile, la terra e il cielo, l’acqua e il fuoco, il basso e l’alto, la difesa e l’attacco, e così via in una successione di coppie senza fine. Per quanto riguarda il Chi è invece difficile darne una definizione perché non esiste un termine corrispondente nella nostra lingua. Solitamente i testi occidentali traducono il termine Chi con la parola soffio o energia. Quello che possiamo dire è che il chi è un’energia sottile, impalpabile, che non si può vedere, né toccare, né tantomeno misurare con strumenti scientifici. Si può solo avvertire durante il suo flusso all’interno dei canali energetici. Questi canali energetici, definiti Meridiani, percorrono tutto il nostro corpo attraversando anche gli organi a cui sono collegati e come il Chi sono invisibili e non misurabili con strumenti scientifici. E’ evidente pertanto lo stretto legame che esiste tra il TCC e la medicina tradizionale cinese. La definizione Tai Chi Chuan, che significa letteralmente "Lotta del Grande Termine ( o suprema Unità)", non ci può poi far dimenticare le origini marziali di questa arte, definita arte marziale "interna" proprio perché non utilizza la forza muscolare nel movimento ma l’energia interna, ovvero il CHI.
PERCHE’ PRATICARE TAI CHI
In Occidente spesso l’esercizio fisico accentua lo sviluppo della muscolatura mentre il TCC pone l’aspetto sullo sviluppo dell’intera persona sia a livello fisico che psichico e emotivo. Si parte dal presupposto che lo sviluppo muscolare oltre ad essere prerogativa della gioventù in quanto con l’arrivo della mezza età i muscoli tendono a diventare tessuti grassi e si comincia ad indebolirsi, causa dei danni all’organismo in quanto un eccessivo sviluppo della muscolatura (parte esterna del corpo, yang) provoca un indebolimento della parte interna yin, perché costringe gli organi quali reni e cuore ad un lavoro suppletivo. Il TCC invece vedendo l’essere umano come una perfetta riproduzione in piccola scala dell’intero universo, ricerca l’armonia e l’equilibrio tra le due forze Yin e lo Yang in tutte le parti del corpo. Tale equilibrio si ottiene sia lavorando a livello esterno che a livello interno. Per lavoro esterno intendiamo quello volto a favorire una respirazione più profonda e rilassata, a ricercare la correttezza della postura, la fluidità e l’armonia dei movimenti, a ricercare il rilassamento muscolare, a favorire l’apertura del corpo ridando così libertà agli organi interni troppo spesso compressi da atteggiamenti posturali volti a "chiudere" l’organismo. Gli atteggiamenti posturali sono a loro volta conseguenza di malesseri interiori, di disagi psichici ed emotivi, di inibizioni, di stress per cui lavorando sul corpo ridiamo armonia e chiarezza alla mente e aiutiamo il recupero dell’equilibrio interiore e di un benessere psico-fisico . Vi è poi il lavoro interno, per lavoro interno intendiamo quello sul CHI, l’energia vitale che secondo la medicina cinese scorre in tutto il nostro corpo percorrendo i principali canali energetici o meridiani e gli organi vitali a cui sono associati. Nel corpo umano l’energia deve essere sempre rigenerata e deve poter circolare liberamente. Con la ginnastica normale la circolazione viene stimolata ma l’energia viene allo stesso tempo bruciata e dispersa, mentre organi fondamentali come il cuore ed i polmoni sono sottoposti a sforzi talvolta eccessivi. Il TCC invece agisce delicatamente e positivamente su tutti i sistemi del corpo, particolarmente sul sistema nervoso centrale, su quello digestivo, sul sistema respiratorio e su quello endocrino. Nel TCC la respirazione è piena e profonda, favorendo così una maggiore ossigenazione del sangue ed un più completo utilizzo della capacità polmonare, pur mettendo in azione tutti i muscoli del corpo. Inoltre il movimento ritmico del diaframma massaggia dolcemente gli organi interni tonificandoli e rafforzandoli. La colonna vertebrale è sempre mantenuta retta e flessibile per permettere al sistema nervoso centrale di funzionare con efficacia, i tendini sono resi più tonici ed elastici, le giunture, che per i taoisti sono considerate come delle porte di passaggio, vengono sboccate rendendo il corpo più leggero e fluido. Il movimento del TCC distribuisce l’energia in tutto il corpo facendo portare l’attenzione anche nella parte inferiore del corpo, spesso trascurata nella società contemporanea, aiutando la persona a radicarsi sia fisicamente che mentalmente. Il flusso di energia nel corpo viene anche influenzato dal fatto che quando si esegue un’attività fisica la mente generalmente non è presente in quell’attività, potremmo dire che è come se le forze delle energie mentali e fisiche andassero in direzioni diverse, invece di essere unite per compiere quell’azione particolare. Questa dicotomia porta disordine energetico nel corpo e certamente non è il modo in cui la natura ha inteso far funzionare l’organismo umano. La pratica del TCC allena la mente a seguire in ogni dettaglio le azioni del corpo, in questo modo anziché disperdere la propria energia in azioni fisiche distratte si può raccogliere energia dentro il proprio organismo. La serenità mentale che si realizza praticando permette di dissolvere le strutture dei pensieri negativi sostituendoli con atteggiamenti positivi che rafforzano la vita. Questo è il motivo per cui spesso il TCC viene definito meditazione in movimento.
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